Si conclude l’edizione 2016

Sabato 18 si è conclusa la seconda edizioni i Graffi, festival internazionale di culture visive. La serata  finale chiude un percorso iniziato qualche mese fa grazie alla partecipazione di quasi 100 autori (da tutto il mondo) nelle diverse categorie e proseguito con una serie di visioni organizzate con gli alunni delle scuole superiori dell’istituto “Galilei-Vetrone” che hanno espresso il loro punto di vista sui lavori in gara e, grazie al loro voto, hanno selezionato i finalisti che hanno dato vita alla proiezione di sabato 18 febbraio.

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(foto Piergiorgio Romano)

Nella ricercata atmosfera della libreria “Il Bibliofilo” di San Giorgio del Sannio, sono stati proiettati i lavori delle tre sezioni in gara, di fronte ad un pubblico folto e attento che non ha fatto mancare interventi e considerazioni sui lavori appena visti.graffi2
(foto Piergiorgio Romano)

Per la sezione Phototales, dedicata ai racconti fotografici, il festival ha scelto di dare l’ex-aequo tra i due soli lavori selezionati dai ragazzi, Cava Romana di Stefano Pelleriti e Aspettando il sole di Ferdinando Amato, raccontano entrambi di spazi funzionali che vivono il loro momento di abbandono, sospesi tra il ricordo di vecchi fasti e l’attesa di nuova azione.

Per la sezione Don’t shoot the singer, l’unica per la quale il vincitore è stato scelto direttamente dai ragazzi delle scuole, si è imposto il video divertente e folle (ma ben sceneggiato e interpretato) Spaghetti western meets Dvoràk di Linda Fratini, videoclip realizzato su un brano del Quartetto Euphoria, che ha abilmente reinterpretato vecchi successi.

Particolare attenzione ha destato anche la proiezione di The Inanimate Eye di Giovanni Enrico Iusi, il racconto di un sabato qualunque, tutto ripreso dalla prospettiva di un cellulare, che ha dato il via ad una lunga riflessione con l’autore presente in sala, sui diversi linguaggi del cinema, delle nuove comunicazioni e delle possibili tecniche di regia.

La sezione No Words Award, quella che caratterizza il festival per l’attenzione rivolta esclusivamente a corti non dialogati, ha alternato lavori molto interessanti, spesso attenti a tematiche sociali e realizzati con tecniche diversi (vari i lavori di animazione presenti in gara).

La giuria di qualità presente in sala, composta da Giustino Pennino (regista e produttore cinematografico), Giovanni Bocchino (fotografo e direttore della fotografia), Orlando Marallo (esperto di cinema e rappresentante del Forum dei giovani), Ezio Camerino (psicologo, artista e cinefilo), Aurora Lobina (Grafic designer), presieduta da Maria Laura Simeone (organizzatrice di eventi cinematografici e autrice di saggi sul cinema e teatro) ha compilato delle schede di valutazione dal cui conteggio sono emersi i seguenti risultati:

Vincitore  (con una media di 4,33), Amira di Luca Lepone, un corto che sottolinea la sofferenza di una distanza tra chi ha lasciato la propria terra e chi invece ci resta tra sofferenze e ricordi. Il corto è stato realizzato con i fondi Migrarti del Mibact, fondi destinai a favorire la conoscenza e l’integrazione tra italiani e stranieri.

Al secondo posto c’è stato un incredibile parità tra tre cortometraggi (con una media di 3,67) molto interessanti come Water di Matteo Bombardi, un corto che ha fatto molto sorridere sugli effetti distorcenti di certi liquidi, Corp di Pablo Polledri, una simpatica ricostruzione in grafica 2D di alcuni processi strutturali delle multinazionali e Drop di Alessio Perisano, un video in slow motion che racconta i particolari di un’amicizia che giunge ad un incrocio cruciale. Un video di cui in sala si è parlato molto grazie alla presenza in sala del regista Perisano e di Sara Petrella, voce sopraffine che accompagna la colonna sonora. In particolare l’autore ha raccontato i dettagli di un lavoro nato all’interno di un festival, per il quale è stato girato e montato in soli quattro giorni.

Un dibattito finale ha accompagnato i partecipanti rimasti verso la conclusione dell’evento.

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